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Archive for December, 2008

BUONE FESTE DA MEDIAMORPHOSIS

Mediamorphosis va al mare dal 24 dicembre al 6 gennaio. Il blog tornerà a essere aggiornato con l’anno nuovo.

Buone feste e buone vacanze a tutti.

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LA MATEMATICA DELLA PUBBLICITÀ: L’OBIETTIVO DI UNA DIMOSTRAZIONE “ELEGANTE”

Dal Brasile arriva una campagna pubblicitaria bella e semplice, ”elegante”. La campagna spiega in maniera efficace la partership commerciale tra la catena di distributori di benzina Ipiranga e Blockbuster, la multinazionale del videonoleggio. In pratica: fai un pieno e ti regaliamo un film.

Il concetto è sintetizzato perfettamente in questi due manifesti in bianco e nero, che non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni. Ciò che ci piace è l’immediatezza del messaggio, il richiamo a un’iconografia inconfondibile, la semplicità nella realizzazione, l’esaustività della comunicazione. Per riassumere: la sua “eleganza”.

Realizzare una campagna semplice ed efficace ricorda infatti ciò che in matematica chiamano appunto “dimostrazione elegante”. Ma che cos’è “elegante” in matematica? La semplicità quando si sposa a una larga applicazione di una formula. La capacità di svelare aspetti nascosti, il legame fra ambiti diversi.

Pubblicità e matematica scoprono quindi una cosa in comune: l’aspirazione a essere “eleganti”. Leggete che cos’è elegante per il noto matematico e scrittore Piergiorgio Odifreddi: “Mettere, per esempio, insieme due cose che a prima vista hanno poco a che vedere, come una sfera e un cilindro” (nel caso della campagna in questione, un distributore di benzina e un videonoleggio, la benzina e i film), “calcolare i rapporti fra certe quantità come le superfici o le aree, scoprire che questi rapporti anzitutto si possono descrivere in maniera molto facile” (nel nostro caso, con molta libertà d’interpretazione, scopriamo il semplice rapporto si similarità tra arma da fuoco ed erogatore di benzina).

Ad ogni modo, la pubblicità non è proprio matematica, altrimenti i conti tornerebbero sempre. Ma come modus operandi può essere un ottimo punto di partenza la “ricerca dell’eleganza”.

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IL REALITY SHOW DELLA CRISI: IN BELGIO SI VOTA CHI LICENZIARE

Tempi duri, durissimi, per i creativi. La crisi economica colpisce anche il mondo della comunicazione e le agenzie sono costrette a tagliare. E così farà l’agenzia belga SoNice, che per far fronte alla recessione dovrà licenziare un proprio dipendente.

Ma come scegliere il malcapitato? Niente di più facile. In tempi di Grandi Fardelli e Isola dei Formosi (o meglio, formose) il metodo più indicato sembra proprio essere la nomination… E sarà il pubblico a scegliere, votando chi dovrà uscire dalla casa, anzi, dall’ufficio. Quale testa cadrà? Sarà il graphic designer, lo sviluppatore web, oppure l’account?

La notizia bizzarra arriva dall’edizione online del Corriere della Sera. I dettagli si possono leggere sul sito dell’iniziativa, www.youchoosewefire.be(!), ma solo se conoscete un po’ di francese o di un’altra lingua che dovrebbe essere il fiammingo.

Chiamati a dare spiegazioni, i titolari di SoNice hanno dichiarato che si tratta di una roba seria, anche se studiata per creare “buzz” (cito liberamente da wikipedia: “Nell’ambito del marketing, buzz è il passaparola, il diffondersi di informazioni e/o consigli tra consumatori attraverso una rete sociale”). 

A questa dichiarazione, comunque, non crede nessuno. “You choose, we fire!” è senz’altro una divertente provocazione in tempi poco divertenti. Lo scopo? Probabilmente autopromuoversi, oppure lanciare un prodotto di un cliente: si può trattare ad esempio della fase teaser di una campagna che svelerà più avanti il marchio (magari quello di un’agenzia per il lavoro).

Intanto, prima di scoprire cosa c’è sotto, potete fare la vostra nomination andando sul sito e votando chi licenziare. Se non è flessibilità questa.

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COME RADDOPPIARE LE SCARPE E DIMEZZARE I FILM

Il mondo è bello perché è vario. Dicono. Infatti, mentre in Italia si censurano alcune scene del film I segreti di Brokeback Mountain, andato in onda monco lunedì sera su Rai2, in Danimarca se ne escono con una campagna pubblicitaria di questo tipo.

Bianco è un’azienda danese di calzature, con un grosso mercato soprattutto in Scandinavia. Dal nome che ha adottato sembra ispirarsi all’Italia e quindi al suo stile, famoso in tutto il mondo.

Ma le fonti d’ispirazione finiscono qui, perché per il resto i danesi fanno di testa loro. Dall’Italia non vogliono certo prendere le cattive abitudini. E il divario culturale diventa un gap difficile da colmare. Ecco dunque la campagna Bianco che ha il coraggio di proporre messaggi con coppie gay protagoniste, quando invece in Italia si taglia il bacio omosessuale tra i due cowboy.

La campagna in questione, realizzata dall’agenzia & Co di Copenhagen, non sembra comunque di immediata comprensione. Perché in una coppia gay si raddoppia la collezione di scarpe? Poi, ci si arriva: perché possono scambiarsele. Il messaggio è invece più chiaro e “spiegato” nei video della stessa campagna, che si possono vedere sul sito di Bianco

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DESIGNER DEL GIORNO #16: James White

Designer del giorno: James White

Feautured project: “Gasoline morning” per Sweet Content 2009

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SWEET CONTENT CALENDAR 2009

Sweet Content Calendar è un progetto curato dai russi Eugene Kiselev e Alexander Kalachev, che hanno coinvolto 12 designer di fama mondiale per dare vita a questo calendario assolutamente unico.

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GUY SARGENT: WHAT LIES BENEATH THE SURFACE

What lies beneath the surface

altre foto della stessa serie


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DESIGNER DEL GIORNO #15: Artdenka

Designer del giorno: ARTDENKA

il featured project è Skullbox, toy in edizione limitata (350pz) distribuito da DKE TOYS

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2008 HOLIDAY GIFT GUIDE #1

Ammettiamolo, fare i regali di Natale è tendenzialmente orribile. Tolti quei 3 regali sentiti, per i quali avete provato anche una certa botta d’orgoglio nell’averli scoperti, i rimanenti 27 sono evidenti forzature. Il problema è che da una persona interessante, ci si aspetta un regalo altrettanto interessante, e un regalo scontato può essere interpretato come mancanza di creatività, di fantasia. Quindi la scelta dei 27 regali si ripercuote direttamente su di voi, non sul destinatario, che sarebbe la cosa più ovvia (e ci permetterebbe d rifilare completi intimi comprati in stock su ebay, libri a 9,99 e CD presi dal barile “3 a 29,90″). Se poi ci aggiungiamo la crisi imperante, i regali non solo devono essere stilosi, ma anche e soprattutto cheap.

Oggi pensiamo ai regali per LEI: arriva una selezione straricca da I Heart Luxe, con fasce di prezzo che vanno dai 0-25 dollari ai 50-100 dollari. In maggioranza oggetti di design, ma anche profumi Kenzo, e occhiali Ray-Ban.

Il mio oggetto preferito è questa shopping bag di Lovegrove&Repucci che dichiara guerra alla plastica. Granata in neoprene e busta in polyestere riciclabile, 16 dollari. E un regalo è fatto…

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QUANDO LA PUBBLICITÀ SI ISPIRA AL CINEMA

Quando la pubblicità si ispira al cinema? Quasi sempre. O almeno nella maggior parte dei casi. D’altra parte i registi pubblicitari, nella maggior parte dei casi, sono registi cinematografici che non ce l’hanno fatta. I copywriter sono sceneggiatori mancati. Ciò non toglie loro, nella maggior parte dei casi, talento e creatività. Talento e creatività anche nel prendere spunto da film più o meno famosi per realizzare splendidi spot. Di esempi ce ne sono tanti. Come quello che sottoponiamo oggi.

Si tratta di uno spot realizzato da Leo Burnett Italia per la Kellogg’s, in particolare per i Coco Pops, che ha vinto un Oro al premio internazionale EPICA (Europe’s Premier Creative Awards). Il video si ispira al sontuoso monologo (sontuoso nella recitazione di Al Pacino, nel doppiaggio di Giancarlo Giannini, nel testo scritto da Oliver Stone e John Logan) di Ogni maledetta domenica

Nella pubblicità il bambino lotta per ogni singolo minuto di divertimento così come l’allenatore Tony D’Amato lo fa per ogni singolo centimetro conquistato in una partita di football. Tra i parallelismi, l’intenso campo e controcampo monologhista-ascoltatore, mentre il lento avanzare della madre verso il bambino cita il movimento di uno dei giocatori dello spogliatoio che s’avvicina al suo mister.

Chi ha visto questo video? Nessuno, a parte la giuria del premio e chi lo pesca su Youtube. Perché questo spot non è mai andato in onda in tv. Probabilmente la Kellogg’s ha pensato che il messaggio fosse qualcosa di troppo “alto” per un target di mamme e bambini.  Ciò che è stato trasmesso in televisione è invece lo spot che vedete sotto. E la differenza è imbarazzante. Perché se la pubblicità di qualità si ispira al cinema, quella pretesa dal cliente imita le fiction tv di stampo familiare, cariche di stucchevolezza e del classico effetto “famiglia del Mulino Bianco”.

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