E ovviamente non poteva mancare lo spot Adidas. Lo pubblichiamo oggi, 11 giugno, giorno del kick-off dei campionati mondiali.
Non è un caso. Perché il pallone ufficiale della manifestazione sudafricana è stato realizzato proprio dall’Adidas. Si chiama “Jabulani”, che in lingua zulu significa “festeggiare”.
Cristiano Ronaldo, Didier Drogba, Wayne Rooney, Fabio Cannavaro, Franck Ribery, Andres Iniesta, Cesc Fabregas, Theo Walcott, Patrice Evra, Gerard Pique, Ronaldinho, Landon Donovan, Tim Howard e Thiago Silva. Più le apparizioni di special guest del calibro di Roger Federer, Kobe Bryant e Homer Simpson (!).
Forse non si era mai vista prima una parata di stelle così per uno spot pubblicitario. Davvero epico.
In onda su tutte le tv mondiali dal 22 maggio, il mega-spot Nike è stato realizzato dall’agenzia USA Wieden+Kennedy (che ha sede a Portland).
Lunedì prossimo, 24 maggio, sarà con ogni probabilità un giorno particolarmente caldo per la tv d’Oltremanica Channel 4. Alle 22.10 la rete inglese trasmetterà uno spot di 30″ - promosso dalla Marie Stopes International, un’associazione no-profit che pratica circa 65.000 interruzioni di gravidanza l’anno, ricevendo oltre 30 milioni di sterline (pari a quasi 35 milioni di euro) dal Servizio Sanitario inglese - a favore dell’aborto, per una prima assoluta che ovviamente ha già - apriti cielo! - suscitato reazioni più o meno indignate.
Lo spot dovrebbe essere passato all’interno della prima puntata dello show «The Million Pound Drop», presentato da Davina McCall. Il veto da parte dell’inglesissima Advertising Standards Authority pare sia stato brillantemente aggirato dalla Marie Stopes grazie alla sua… natura costitutiva: una lacuna legislativa prevede infatti che le organizzazioni senza fini di lucro non siano soggette al divieto di pubblicità pro aborto che vige in Inghilterra.
Ovviamente organizzazioni quali il Christian Institute, la ProLife Alliance e la Family Education Trust non sono esattamente d’accordo… ma in ogni caso, malgrado i dettagli dello spot siano ancora segreti, stando a quanto scrive il giornale, il leit-motiv dovrebbe essere la frase “Are you late?” (“Sei in ritardo?”, riferita al ciclo mestruale) che scorre su immagini di donne preoccupate - “Jenny Evans is late” e così via - mentre la parola “aborto” non verrebbe mai pronunciata.
«Questo spot intende solo fornire delle informazioni - ha spiegato Julie Douglas, direttore marketing della “Marie Stopes” – così che le donne sappiano a chi possono rivolgersi senza essere giudicate. Malgrado le statistiche dicano, infatti, che in Inghilterra una donna su tre avrà un aborto entro i 45 anni, l’argomento non viene ancora affrontato apertamente e discusso con obiettività».
Se siete curiosi di sapere come nascono le idee e di approfondire la loro storia, guardate fino alla fine il video sopra.
Uno spunto tratto dal blog Creativo di merda, di cui oltre al naming citazionista (ricorda il Manzoni, non ma Alessandro, bensì Piero) sono da apprezzare anche i post riportanti i caustici dialoghi che avvengono ogni giorno in un’agenzia pubblicitaria.
March 30, 2010 at 12:54 pm · Filed under Pubblicità, Spot
Ve lo ricordate quel vecchio spot della Axe nel quale… va be’, sì, ve lo ricordate. Ecco ora la strepitosa parodia realizzata dal regista Daniel Kleinman e scritta da Neil Brush e Simon Bougourd, creativi di Specsavers, la più importante azienda di design di occhiali nel Regno Unito.
Da segnalare che Daniel Kleinman ha diretto i titoli di testa dei film di James Bond dal 1995 al 2006 (da GoldenEye a Casino Royale), noti per gli elaborati e fantasiosi effetti grafici.
Date un’occhiata al video sopra, ma state attenti a indossare gli occhiali giusti!
Chi ha detto che il teletrasporto di startrekiana memoria non esiste? Il teletrasporto esiste eccome, basta accordarsi sul significato da assegnare a questo termine.
Oggi, grazie all’argentina Andes Beer e all’agenzia Del Campo Nazca Saatchi & Saatchi, ciò che ritenevamo fantascienza diventa finalmente scienza, togliendo la fanta e aggiungendo la birra.
Ma che resti un segreto. Detto fra noi, meglio non diffondere troppo questo video. La vostra ragazza potrebbe venirne a conoscenza e invalidare i risultati di laboratorio relativi al teletrasporto!
February 9, 2010 at 11:45 am · Filed under Pubblicità, Spot
Ha suscitato qualche polemica l’accento straniero di Dustin Hoffman, Il Laureato per antonomasia, che legge l’Infinito leopardiano. Si tratta del nuovo spot per promuovere il turismo della Regione Marche, che ha deciso di puntare al top e ingaggiare un premio Oscar come testimonial.
A me sinceramente non dispiace. In fondo, se non lo legge Hoffman chi lo legge Leopardi in televisione? Non tutti sono come Dante che hanno la fortuna di trovare in Benigni il portavoce ufficiale. Anzi, io rilancerei l’operazione coinvolgendo altre star: Al Pacino che legge La cavallina storna, De Niro che si cimenta con La pioggia nel pineto, oppure George Clooney che al termine di uno spot recita il payoff M’illumino d’immenso.
La poesia italiana sarebbe senz’altro più glamour.