Lunedì prossimo, 24 maggio, sarà con ogni probabilità un giorno particolarmente caldo per la tv d’Oltremanica Channel 4. Alle 22.10 la rete inglese trasmetterà uno spot di 30″ - promosso dalla Marie Stopes International, un’associazione no-profit che pratica circa 65.000 interruzioni di gravidanza l’anno, ricevendo oltre 30 milioni di sterline (pari a quasi 35 milioni di euro) dal Servizio Sanitario inglese - a favore dell’aborto, per una prima assoluta che ovviamente ha già - apriti cielo! - suscitato reazioni più o meno indignate.
Lo spot dovrebbe essere passato all’interno della prima puntata dello show «The Million Pound Drop», presentato da Davina McCall. Il veto da parte dell’inglesissima Advertising Standards Authority pare sia stato brillantemente aggirato dalla Marie Stopes grazie alla sua… natura costitutiva: una lacuna legislativa prevede infatti che le organizzazioni senza fini di lucro non siano soggette al divieto di pubblicità pro aborto che vige in Inghilterra.
Ovviamente organizzazioni quali il Christian Institute, la ProLife Alliance e la Family Education Trust non sono esattamente d’accordo… ma in ogni caso, malgrado i dettagli dello spot siano ancora segreti, stando a quanto scrive il giornale, il leit-motiv dovrebbe essere la frase “Are you late?” (“Sei in ritardo?”, riferita al ciclo mestruale) che scorre su immagini di donne preoccupate - “Jenny Evans is late” e così via - mentre la parola “aborto” non verrebbe mai pronunciata.
«Questo spot intende solo fornire delle informazioni - ha spiegato Julie Douglas, direttore marketing della “Marie Stopes” – così che le donne sappiano a chi possono rivolgersi senza essere giudicate. Malgrado le statistiche dicano, infatti, che in Inghilterra una donna su tre avrà un aborto entro i 45 anni, l’argomento non viene ancora affrontato apertamente e discusso con obiettività».
L’estate si sta avvicinando, finalmente, e siamo tutti pronti a goderci il prossimo solleone come lucertole ingorde di luce e calore. Ma non dobbiamo mai scordarci di proteggere la nostra pelle, perché non si scherza con l’esposizione al sole.
In questo caso è la Swiss Cancer Foundation a ricordarcelo, non con un appunto, ma con un vestito di post-it. Un’azione di guerrilla che sa sicuramente attrarre l’attenzione del pubblico e che sarebbe utile replicare anche sulle nostre assolatissime e affollatissime spiagge.
Incisivo anche il lavoro di copywriting:
“Our skin never forgets. Three sunbathing tips:
1. Apply sunscreen 30 minutes before
2. High sun protection factor
3. Avoid midday sun”
L’agenzia che ha ideato il tutto è la Euro RSCG di Zurigo.
Ecco un’altra curiosa pubblicità che sfrutta l’iconografia delle bandiere nazionali. Dopo quella Argentina vista nel post precedente, è il momento di quella libanese, reinterpretata dall’agenzia BobnBab Digital Agency di Beirut.
Messaggio chiaro ed efficace: l’ecologia diventa una questione, letteralmente, di bandiera.
E noi ci uniamo al loro consiglio: non stampate questo post se non è strettamente necessario!
Ed eccoci, Max e Davide (cioè chi sta scrivendo), al Musée des Arts Décoratifs di Parigi, esposti nella mostra Poster4Tomorrow, collocata in uno dei bracci secondari del Louvre.
Il nostro poster titolato Unveil my Pain è stato infatti scelto tra i 100 lavori che in questi giorni stanno girando il mondo in una serie di esposizioni organizzate in contemporanea, inaugurate tutte il 10 dicembre, giornata mondiale dei Diritti dell’Uomo.
Poster4Tomorrow è stata organizzata dalle associazioni 4tomorrow e GoodDesign, e da HM Studio, sotto il patrocinio del Consiglio Europeo e la Commissione Francese dell’UNESCO. Ha ricevuto inoltre l’endorsement di Reporters Sans Frontières e Amnesty International Italia.
Oggi è la giornata internazionale dei Diritti dell’Uomo e anche il giorno dell’inaugurazione della mostra Poster4Tomorrow. L’iniziativa tocca 22 città nel mondo, da Milano (Triennale) a Parigi (Musée des Arts Décoratifs, Palazzo del Louvre), da Vienna (MuseumsQuartier) a La Paz (Museo Nacìonal de Arte), passando per Strasburgo, Los Angeles, Montreal, Stoccolma, Lisbona, Siviglia e molte altre.
Poster4Tomorrow, alla sua prima edizione, è un progetto internazionale di comunicazione sociale ideato dall’Associazione Culturale Good Design sul tema della libertà di espressione. L’iniziativa ha ricevuto l’Alto Patrocinio dell’Unesco e del Consiglio d’Europa e si avvale dell’endorsement delle associazioni Reporter Sans Frontieres e Amnesty International Sezione Italiana.
I tantissimi poster pervenuti al concorso da 67 Paesi nel mondo sono stati valutati da progettisti di livello internazionale (Reza Abedini, Pierre Bernard, Alain Le Quernec, Malte Martin, Saed Meshki, Tommaso Minnetti, Woody Pirtle, Pasquale Volpe, presieduti da Marjane Satrapi), che hanno selezionato i 100 lavori da esporre.
Tra le opere scelte c’è anche il lavoro titolato Unveil my Pain, realizzato da Massimo Rinaldi e Davide Bacchilega di Mediamorphosis.
I 100 poster sono inoltre raccolti nel catalogo di Poster4Tomorrow, a cui hanno contribuito anche Yoani Sanchez e a Roberto Saviano.
Alla presentazione che si terrà oggi, 10 dicembre, alle ore 18 presso la Triennale di Milano (Saletta Lab), interverranno:
Gabriella Morelli, Associazione Culturale Good Design
Paolo Natile, Vice Presidente Amnesty International, Sezione Italiana
Zara Tofigh, portavoce di Iran Human Rights in Italia
Riccardo Luna, direttore Wired Italia
Francesco De Leo, giornalista
I 100 migliori poster selezionati, provenienti da tutto il mondo, saranno raccolti in una serie di esposizioni mondiali programmate in simultanea che inaugureranno il 10 dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti dell’Uomo.
Queste le sedi delle mostre, in rigoroso ordine alfabetico: Ankara, Beirut, Belgrado, Bruxelles, Buenos Aires, Derry, Heidelberg, La Paz, Lima, Lisbona, Los Angeles, Marrakech, Milano, Montreal, Parigi, Quito, Siviglia, Stoccolma, Tiblisi e Vienna.
Per quanto riguarda l’appuntamento italiano, si terrà presso la Triennale di Milano dal 10 al 20 dicembre. La conferenza inaugurale è in programam nella sala Triennale Lab alle 18.00 e vedrà la partecipazione di ospiti internazionali impegnati sui temi dei diritti umani.
Un banale inserto incellofanato assieme a una rivista per famiglie può diventare spaventosamente efficace. Ecco la nuova trovata della Ogilvy di Auckland, in Nuova Zelanda.
Dalla terra della vela, del rugby e della danza maori haka, arriva stavolta una geniale interpretazione di pubblicità non convenzionale, che sfrutta al meglio il medium utilizzato.
Anche se l’effetto è da film horror, la realizzazione della campagna promossa dalla Asthma Foundation neozelandese rende bene l’idea delle difficoltà dei bambini che soffrono di asma.
Altro che G-7 o G-8. Propongo D-7 (Dwarves-7, ossia sette nani…). E d’altra parte l’iniziativa di C-Gap, coalizione italiana anti-povertà, è invece di elevato profilo comunicativo. Mercoledì scorso, in mattinata, l’allegra combriccola di nanetti ha dato sfoggio di sè - e della loro… statura politica, verrebbe da dire - nello scenario romano di Piazza del Popolo. E allora vai con Barack Obama-Dotto, sotto con la Merkel-Pisolo e via così, fino al dolcissimo Silvio Berlusconi-Cucciolo… come dite? Quest’ultimo vi sembra in scala 1:1. Mah, a me pare più alto qui…
L’azione dimostrativa mirava ovviamente a mettere in luce la «bassa» statura politica dei 7 Paesi più industrializzati del mondo rispetto agli impegni assunti dagli stessi per quanto riguarda lo sviluppo e la cooperazione nel Sud del pianeta stesso. E come sfondo, niente di meglio che un bello «O,7%» in polistirolo: la percentuale del PIL che entro il 2015 i leader del G-7 si sono… virtualmente impegnati a destinare allo sviluppo… «una percentuale evidentemente troppo elevata» ha spiegato Elisa Bacciotti della C-Gap e verso la quale i 7 figuranti-leader, con tanto di maschera in volto, cappello verde, casacca e bandierina, sembrano protesi - senza peraltro mai - colpevolmente - raggiungerla…
L’obiettivo principale dell’azione dimostrativa era quindi quello di sensibilizzare il Parlamento italiano a rispettare gli impegni presi senza ulteriori tagli alla cooperazione. Mmm… chissa se il buon Tvemonti ne avrà tenuto conto nel redigere la sua immaginifica finanziaria… ma un momento: perché Berlusconi è Cucciolo? Semplice. L’Italia è l’ultimo paese della compagnia per volume di aiuti.
Segnalo anche sul nostro blog uno spot veramente suggestivo ed efficace sul tema del pregiudizio (da giovannacosenza.wordpress.com). A proporlo è il quotidiano Zaman di Istanbul, che coglie l’occasione per dire la sua su un tema sempre attuale come quello della diffusa tendenza a dare “giudizio o opinione errata su ciò che dipende da scarsa conoscenza dei fatti o da accettazione non critica di convinzioni correnti” (Dizionario della lingua italiana Garzanti, 2006) e per ribadire, in maniera per nulla banale, la propria mission aziendale: cercare la verità, al di là delle prime impressioni.
Le parole finali, infatti, recitano: “I nostri pregiudizi… i nostri muri invisibili. Non è forse il momento di abbatterli?”