Archive for Fotografia
June 17, 2010 at 11:20 am · Filed under Fotografia, Pubblicità, Worldwide

Tre grandi del calcio mondiale, Pelè, Maradona e Zidane, sono i protagonisti della nuova campagna pubblicitaria di Louis Vuitton realizzata in occasione dei mondiali del Sud Africa.
Dai campi del grande calcio al piccolo scenario del calcio balilla. Con ironia, tre grandi giocatori in pensione si sfidano in un incontro intergenerazionale.
Gli scatti sono d’autore: Annie Leibovitz è la fotografa di questo servizio, realizzato in un piccolo locale di Madrid, il Cafè Maravillas.
Con i tre personaggi è stato girato anche un video che documenta una vera partita di calcia balilla. Dal 17 maggio è visibile sul sito louisvuittonjourneys.com.
La curiosità è che i tre protagonisti di queste foto non hanno posato assieme. Vista la nota antipatia tra Maradona e Pelè i due sono stati ritratti in momenti diversi e poi Photoshop ha fatto il resto.

July 14, 2009 at 10:58 am · Filed under Fotografia








Bruno Dayan MAGNIFICO!
July 8, 2009 at 1:26 pm · Filed under Deontologia pubblicitaria, Fotografia, ISPIRAZIONI, Pubblicità


Qualche mese fa avevamo sottoposto in questo blog un esempio di campagna pubblicitaria censurata. Si trattava della comunicazione dell’azienda italiana di moda Relish. Negli scatti realizzati dall’agenzia F&P Friends, ambientati in Brasile, alcuni attori nei panni di poliziotti locali trattavano rudemente un paio di modelle.
I manifesti non erano piaciuti ai sindaci di diverse città italiane ed erano stati rimossi: quelle rappresentazioni poco edificanti di violenza sulle donne non potevano essere accettate.
Ma ora abbiamo scoperto da dove veniva quell’idea. Insomma, non bisognava essere degli Sherlock Holmes della cultura mediatica italiana visto che foto simili, identiche nel concetto, erano apparse nel settembre del 2006 su Vogue Italia. Un bel caso di gemelli separati alla nascita. Il tipo di inquadratura è molto somigliante e la posizione dei corpi di vittime e carnefici è esattamente la stessa. Cambiano solo i colori della fotografia e l’ambientazione (una fredda New York vs una calda Rio de Janeiro).


State Of Emergency si intitolava il servizio fotografico a cura di Steven Meisel. Fu presentato a Milano durante la settimana della moda, in coincidenza con il quinto anniversario dell’11 settembre. Le modelle “maltrattate” in quella circostanza furono Hilary Rhoda e Iselin Steiro.
Certo, alla Relish non ne è andata bene una. Un’idea copiata e per di più bocciata.
Sotto, altre immagini da “State of Emergency”.


May 19, 2009 at 10:17 am · Filed under Esposizioni & Mostre, Fotografia

Sarà che sono troppo giovane per non essere rimasto traumatizzato dalla bambola assassina, ma a me questo progetto mette un po’ di ansia.
The Puppet Show è un progetto dello studio italiano Winkler+Noah che ha vinto numerosi riconoscimenti internazionali, ed è stato pubblicato all’interno di ‘200 best photographers worldwide’ del Luerzers Archive.
Tutto questo perché, come dicono Winkler+Noah, “il regalo più grande che possiamo fare ai bambini è permettergli di rimanere tali”.



May 8, 2009 at 6:10 pm · Filed under Fotografia, ISPIRAZIONI, MEDIAMORPHOSIS, Pubblicità


Ecco un altro strano caso di gemelli separati alla nascita. Dopo esserci visti “copiare” da il Venerdì di Repubblica (guardate questo vecchio post), è ora MySpace a prendere spunto da noi…
Guardate il banner per questo nuovo servizio lanciato dal social network: il test di affinità di coppia utilizza la stessa immagine che Mediamorphosis ha sfruttato a novembre/dicembre per una campagna realizzata per conto di Betman.it, un noto operatore di scommesse e poker on line.
Ovviamente non si tratta di un plagio, ma di una semplice coincidenza. Lo scatto viene da una delle tante banche immagini on line che dispongono di foto royalty free. Tutti le possono comprare e tutti le possono utilizzare.
A questo punto non possiamo prendercela con nessuno, anzi, facciamo i complimenti alla fotografa che ha realizzato l’immagine, Decard Lorient, meglio conosciuta come t-lorien.
March 2, 2009 at 4:26 pm · Filed under Fotografia


Jean Yves LeMoigne, premiato da CBnews come miglior fotografo del 2008, entra immediatamente nella Top5 dei miei fotografi preferiti. Atmosfere surreali, tensione, realismo HDR tipicamente pubblicitario. Anche qui c’è tanto LaChapelle ma con una sottrazione glam e un’incredibile botta in più di cinismo (vedere la campagna per VW) . Qua sopra qualche scatto da della serie “Stihl garden tools”, e lì sotto dalla serie ormai famosissima “PIXXXEL”.



February 25, 2009 at 9:30 am · Filed under Fotografia




Foto di Zoe Ghertner
February 25, 2009 at 9:00 am · Filed under Fotografia



Fotografie di KUDÁSZ GÁBOR ARION dalla serie Union:
The disassociation of Nature and inhabited land is outdated and immoral. Inhabited land is nothing different from Nature since the boundaries dissolved. Investment and development spread to the outer peripheries, consuming immense amount of space. While it is wasted in great ammounts, space should be the final resource for urban society.
I look for patterns and similarities connecting garbage dumps and everyday environment. The aesthetics of waste appear in the design of housing projects or even a cemetery. It is impossible to avoid. The re-cultivated landfill is the closest we can get to Nature. This is the cause why I want to see different forms of waste as untouched nature, and everything else as waste.
Touched by the illogical ways of consumer society, I came to realize, that production of waste is not the end or goal, but the starting point in understading global society. Waste has somehow become a clear well-spring, or a reference point. Sustainable development is fiction, something is either sustainable or developing. Exodus back into Nature is no longer possible, there is no such thing left.
Frustration that everything is connected drives me to produce a continuity of slightly overlapping images.
More to come soon….
February 23, 2009 at 9:00 am · Filed under Deontologia pubblicitaria, Fotografia, Pubblicità, Viral

In questo inizio di 2009 gli italiani hanno preso delle belle legnate dai brasiliani. Prima il governo Lula ha negato l’estradizione di Cesare Battisti, generando una significativa tensione tra i due Paesi. Poi, a Wembley, la seconda batosta: Brasile-Italia 2-0 sul campo di calcio, con i verdeoro che ridicolizzano i Campioni del Mondo.
A peggiorare la delicata situazione diplomatica ci pensa il mondo della pubblicità, nella fattispecie l’ultima campagna dell’azienda italiana di moda Relish. Negli scatti realizzati dall’agenzia F&P Friends, ambientati in Brasile, alcuni poliziotti locali trattano un paio di ragazze con maniere poco eleganti.
A molti la campagna non è andata giù. Ai brasiliani, che non ci fanno una bella figura. Tanto che il segretario al Turismo di Rio de Janeiro ha richiesto all’ambasciata italiana a Brasilia la rimozione dei cartelloni pubblicitari.
Agli italiani, che in questo periodo di emergenza-stupri non si esaltano di certo se vengono mostrati nelle strade esempi di violenza sulle donne. Il risultato è che i manifesti Relish sono stati fatti togliere dai sindaci di diverse città, tra cui Napoli, Padova, Palermo e Roma.
Alessandro Esposito, amministratore delegato di Relish, ha dichiarato che la campagna è solo una rivisitazione “ironica” del film Thelma e Louise. In un comunicato stampa rilasciato da Relish si legge: “Il nostro tentativo era esattamente quello di sdrammatizzare le situazioni critiche rappresentate nel film e guardarle da un punto di vista ironico. Non c’è alcun desiderio di rappresentare la donna come oggetto né tanto meno di incentivare la violenza contro di lei.” E poi: “Appare abbastanza evidente che le immagini hanno un notevole contenuto di ironia. L’espressione della donna non è allarmata o terrorizzata, anzi è addirittura leggermente beffarda e maliziosa, per cui appare evidente che tutta la situazione è un’iperbole, ben lontana dall’essere vera”.
Il commento è uno solo: mah. Ognuno giudichi se c’è davvero dell’ironia nella situazione rappresentata e della malizia nell’atteggiamento delle modelle. Questo è un giudizio del tutto soggettivo.
Di oggettivo c’è però il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, praticamente il codice deontologico al quale si dovrebbe attenere tutta la filiera del mondo della pubblicità. Di oggettivo c’è l’articolo 9 di questo codice che recita testualmente: “La pubblicità non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale…”.
In virtù di questo codice (accolto come “usi e consuetudini commerciali” da varie Camere di Commercio e pertanto considerato a tutti gli effetti fonte di diritto) la pubblicità in questione è senza dubbio da ritirare, in quanto lo viola apertamente. A stupire è il fatto che siano dovute intervenire le amministrazione comunali, quando c’è un organo preposto a farlo, ovvero il Giurì della pubblicità, organo giudicante dello IAP, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.
Certo, la rimozione dei manifesti non sarà un gran danno per Relish, che come spesso accade ha già ottenuto il suo ritorno di immagine più dalle polemiche derivate che dalla campagna stessa. Anche la violenza è virale. Come al solito, tutto calcolato.

January 27, 2009 at 4:13 pm · Filed under Bologna, Esposizioni & Mostre, Fotografia, ISPIRAZIONI, MEDIAMORPHOSIS

Impresa e cultura, industria e arte.
Binomi possibili. Realizzabili.
ARTEFARE lo ha mostrato e dimostrato in una galleria fotografica davvero unica, ospitata dal Contemporary Party ‘09, evento del circuito ArteFiera Off organizzato dai Giovani Imprenditori di Unindustria Bologna in occasione di Art White Night, la notte bianca dell’arte.
ArteFare è stato un omaggio creativo alla creatività industriale: sette grandi immagini fotografiche stampate su tela hanno illustrano sette aree merceologiche manifatturiere di Unindustria. Le aziende ritratte sono state: Borg, Calzoni, Fatro, Gi.Fi.Ze, Grafiche dell’Artiere, Gruppo Fiori, MG2.
Unindustria ha affidato il progetto a Museo Teo di Milano per la lunga esperienza maturata nell’ambito della creatività negli eventi, per la qualità del lavoro e la professionalità dei suoi artisti. La mostra è curata da Giovanni Bai per Museo Teo e da Francesco Flamini per Staff Srl, che ha stampato con tecnica digitale su tela le immagini create da sette professionisti della comunicazione fotografica e artistica: Giovanni Bai, Beatrice Cassinelli, Carolina Gozzini, Stefania Sansoni, Maurizio Telloli, Mario Tedeschi e Marco Viganò.
Concept e comunicazione del progetto sono stati curati da Piero Brighetti di Mediamorphosis.
Il progetto ArteFare sarà sviluppato in più anni: nelle prossime edizioni la mostra coinvolgerà anche le imprese di servizi e altre forme artistiche. ArteFare 2009 è quindi solo l’inizio di un percorso: quello che attraversa i mondi di impresa e arte mettendoli in stretta comunicazione.

CAROLINA GOZZINI
Rosso Metallo
Gruppo Fiori

BEATRICE CASSINELLI
Golden Flower
Grafiche dell’Artiere

GIOVANNI BAI
FuturFarma
Fatro

MARCO VIGANÒ
Paesaggio stenopeico
Calzoni

STEFANIA SANSONI
Dal buio
Borg

TEO TELLOLI
La città ideale
MG2

MARIO TEDESCHI
Explosion café
Gi.Fi.Ze.
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