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Archive for Esposizioni & Mostre

CONTEMPORARY PARTY 2010, UN REPORTAGE

Circa 500 le persone che hanno partecipato al Contemporary Party 2010. La festa invernale organizzata dai Giovani Imprenditori Unindustria si è svolta sabato 30 gennaio nella suggestiva cornice di Palazzo Re Enzo a Bologna. La manifestazione ha assecondato lo spirito che in queste giornate sta vivendo la città: arte contemporanea collocata in luoghi storici, nel percorso Art First (dal 29 gennaio al 28 febbraio) così come al Contemporary Party.

La festa ha ospitato infatti la mostra denominata ArteFare, Giovani artisti per giovani imprese, che ha proposto opere degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Unindustria ha attribuito delle borse di studio ai lavori migliori, che sono stati quelli di Lorenzo Biagi e Lorenz Nones.

Il prossimo appuntamento con il Contemporary Party è per gennaio 2011. Ma nel frattempo, i Giovani Imprenditori stanno già pensando a organizzare la festa d’estate…

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CONTEMPORARY PARTY: L’INCONTRO TRA CREATIVITÀ ARTISTICA E IMPRENDITORIALE

Durante la notte bianca dell’arte, sabato 30 gennaio, si svolgerà anche il Contemporary Party, la festa dedicata all’arte organizzata dai Giovani Imprenditori Unindustria Bologna, e curata nell’immagine e della comunicazione da Mediamorphosis.

Contemporary Party, che si terrà nella suggestiva cornice di Palazzo Re Enzo, ospiterà anche la mostra ARTEFARE, un’esposizione che vuole rappresentare l’incontro tra il mondo dell’arte e quello dell’impresa, tra l’idea germinale che dà vita all’opera artistica e quella che avvia l’attività imprenditoriale, entrambe espressione di una spinta interiore, entrambe sviluppate e materializzate dall’intervento creativo.

Le opere di ARTEFARE 2010 sono state realizzate dai giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. 22 lavori divisi in tre tipologie espressive: grafica e incisione, fotografia, pittura.

Lanciata per la prima volta nel 2009, la mostra ARTEFARE fonde le esperienze di giovani imprenditori e giovani artisti allo scopo di alimentare la tendenza a sperimentare e la vocazione a non dare mai nulla per scontato.

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ART FIRST: UN PERCORSO D’ARTE NELLA CITTÀ DI BOLOGNA

Arte Fiera inizia ufficialmente domani, venerdì 29 gennaio, mentre oggi è in programma il vernissage. Nei prossimi giorni la città di Bologna sarà ricca di eventi collaterali e di fuori salone davvero da non perdere. Il tutto, ovviamente, dedicato all’arte contemporanea.

Bologna divena quindi diventa una venue per l’arte contemporanea, con esposizioni in musei, cortili, edifici e strade del centro storico. Tra queste iniziative segnaliamo Art First, di cui riportiamo il comunicato stampa relativa rilasciato dall’ufficio stampa di Arte Fiera e di Bologna Fiere:

“Bologna Art First, un itinerario esclusivo in città, giunge alla sua quinta edizione e diventa per il primo anno un progetto curatoriale realizzato in collaborazione con Julia Draganovic. Il progetto è concepito come un’unica grande mostra collettiva che sviluppa nella città un percorso per immagini tra arte e storia e presenta dal 29 gennaio a fine febbraio 2010 una serie di installazioni di artisti che lavorano con le gallerie partecipanti, per creare un dialogo tra l’arte contemporanea e location inusuali del centro storico della città e dei suoi dintorni.”

“Per la quinta edizione di Bologna Art First – dice la curatrice Julia Draganovic - la città di Bologna si presenta di nuovo nella sua veste multi sfaccettata, un palcoscenico che fra antico e moderno offre ai visitatori la possibilità di vedere e sperimentare opere d’arte contemporanea in contesti ben diversi dai soliti luoghi dell’arte noti come “white cube”… per far riflettere sul mondo di oggi costruendo delle visioni per quello di domani.”

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BOLOGNA SCOPRE I SENSI DEL RECUPERO

Dal 28 ottobre al 1 novembre potrà capitarvi, come è successo oggi a me passeggiando per Bologna, di imbattervi in 5 istallazioni curate dall’eclettica associazione Ecole del Rusco. Proprio il rusco, la spazzatura in dialetto bolognese, sarà infatti il protagonista di 5 piazze della città, con l’intento di coinvolgere tutti i sensi dei cittadini, sensibilizzandoli al tema del riciclo.

Ad esempio, “Re-screaming” in Piazza Re Enzo si propone di stimolare l’interazione con i rifiuti tramite la diffusione di effetti sonori all’interno di una sorta di cunicolo ovattato, mentre “Vivaio”, in Piazza Maggiore, ricrea un prato con 80 bidoni disposti a mo’ di vasi, illuminati con lampadine - manco a dirlo, a basso consumo energetico -.

Gli altri 3 sensi? Lasciatemi il tempo di scoprirli durante i prossimi giorni… oppure visitate il Cortile di Palazzo d’Accursio, le vie del Quadrilatero e Piazza Liber Paradisus.

Per il momento sono tornata in ufficio con il mio Eco gadget (un sacchettino con degli oggetti riciclati, come tappi di bottiglie e pezzi di stoffa), dove non hanno tardato a ridimensionare il mio eco-entusiasmo (trasformandolo in eco-nichilismo) facendomi visitare nycgarbage.com. Oltreoceano non solo i rifiuti di NY vengono confezionati in un packaging d’appeal, ma vengono anche venduti online a 50 $ la confezione.

L’arte del riciclo è la faccia innocente della business art, dunque, così come le politiche ecologiche lo sono del miliardario affare spazzatura?

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BIENNALE DI VENEZIA 2009 // Fare Mondi // Making Worlds // Bantin Duniyan // Weltenmachen // Construire des Mondes // Fazer Mundos


(Daniel Grund/Global - Newsroom via Getty Images)

53° Esposizione Internazionale d’Arte
Fare Mondi - Making Worlds
7 giugno - 22 novembre

Siamo nell’anno dispari e siamo quindi nell’anno della Biennale. Quella per antonomasia, quella di Venezia.
Nel 2009 tocca all’edizione numero 53, diretta da Daniel Birnbaum. I luoghi sono i soliti: Giardini e Arsenale in primo luogo, ma anche altri spazi di Venezia. Fare Mondi // Making Worlds è il titolo della rassegna di quest’anno.


(REUTERS/Alessandro Bianchi)


(Todd Heisler/The New York Times)

“Il titolo stesso della 53. Esposizione Fare Mondi // Making Worlds” dichiara il Direttore Daniel Birnbaum sul sito della Biennale, “esprime il mio desiderio di sottolineare il processo creativo. Un’opera d’arte è una visione del mondo e, se presa seriamente, può essere vista come un modo di ‘fare mondi’. Prendendo il ‘fare mondi’ come punto di partenza, esso ci permette anche di evidenziare la fondamentale importanza di alcuni artisti chiave per la creatività delle generazioni successive.”


(AP Photo/Alberto Pellaschiar)


(AP Photo/Alberto Pellaschiar)

“In mostra saranno presenti tutte le forme artistiche: installazioni, video e film, scultura, performance, pittura e disegno, e anche una parata” continua Birnbaum. “La mostra creerà nuovi spazi per l’arte, che si dispiegheranno oltre le aspettative delle istituzioni e del mercato. L’enfasi posta sul processo creativo e sulle cose nel loro farsi, non escluderà un’esplorazione della ricchezza visiva. La pittura nel suo senso più ampio e il ruolo dell’immaginario astratto saranno indagati da artisti di differenti generazioni, inclusi quelli che non si definiscono innanzitutto pittori. Fare Mondi // Making Worlds è una mostra guidata dall’aspirazione a esplorare i mondi intorno e davanti a noi. Riguarda possibili nuovi inizi: questo è ciò che vorrei condividere con i visitatori della Biennale”.


(AP Photo/Alberto Pellaschiar)


(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

E ora, alcuni dati di affluenza: con 11.668 visitatori nella settimana che va dal 2 all’8 luglio, la 53. Esposizione della Biennale è stata la mostra più visitata in Italia.

Ci vediamo là.


(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

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Winkler+Noah: “THE PUPPET SHOW”

Sarà che sono troppo giovane per non essere rimasto traumatizzato dalla bambola assassina, ma a me questo progetto mette un po’ di ansia.

The Puppet Show è un progetto dello studio italiano Winkler+Noah che ha vinto numerosi riconoscimenti internazionali, ed è stato pubblicato all’interno di ‘200 best photographers worldwide’ del Luerzers Archive.

Tutto questo perché, come dicono Winkler+Noah, “il regalo più grande che possiamo fare ai bambini è permettergli di rimanere tali”.

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ARTEFARE 2009: LE OPERE IN MOSTRA

Impresa e cultura, industria e arte.
Binomi possibili. Realizzabili.

ARTEFARE lo ha mostrato e dimostrato in una galleria fotografica davvero unica, ospitata dal Contemporary Party ‘09, evento del circuito ArteFiera Off organizzato dai Giovani Imprenditori di Unindustria Bologna in occasione di Art White Night, la notte bianca dell’arte.

ArteFare è stato un omaggio creativo alla creatività industriale: sette grandi immagini fotografiche stampate su tela hanno illustrano sette aree merceologiche manifatturiere di Unindustria. Le aziende ritratte sono state: Borg, Calzoni, Fatro, Gi.Fi.Ze, Grafiche dell’Artiere, Gruppo Fiori, MG2.

Unindustria ha affidato il progetto a Museo Teo di Milano per la lunga esperienza maturata nell’ambito della creatività negli eventi, per la qualità del lavoro e la professionalità dei suoi artisti. La mostra è curata da Giovanni Bai per Museo Teo e da Francesco Flamini per Staff Srl, che ha stampato con tecnica digitale su tela le immagini create da sette professionisti della comunicazione fotografica e artistica: Giovanni Bai, Beatrice Cassinelli, Carolina Gozzini, Stefania Sansoni, Maurizio Telloli, Mario Tedeschi e Marco Viganò.

Concept e comunicazione del progetto sono stati curati da Piero Brighetti di Mediamorphosis.

Il progetto ArteFare sarà sviluppato in più anni: nelle prossime edizioni la mostra coinvolgerà anche le imprese di servizi e altre forme artistiche. ArteFare 2009 è quindi solo l’inizio di un percorso: quello che attraversa i mondi di impresa e arte mettendoli in stretta comunicazione.


CAROLINA GOZZINI
Rosso Metallo
Gruppo Fiori


BEATRICE CASSINELLI
Golden Flower
Grafiche dell’Artiere


GIOVANNI BAI
FuturFarma
Fatro


MARCO VIGANÒ
Paesaggio stenopeico
Calzoni


STEFANIA SANSONI
Dal buio
Borg


TEO TELLOLI
La città ideale
MG2


MARIO TEDESCHI
Explosion café
Gi.Fi.Ze.

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CONTEMPORARY PARTY ‘09 OSPITA ARTEFARE, L’IMPRESA A REGOLA D’ARTE

Il 24 gennaio 2009 a Bologna c’è l’Art White Night, la notte bianca dell’arte, con gallerie, musei ed esposizioni aperte fino a tardi. In occasione di ArteFiera 2009 ogni angolo della città sarà popolato da eventi speciali dedicati all’arte.

Tra questi c’è il Contemporary Party, giunto alla terza edizione, organizzato dai Giovani Imprenditori di Unindustria Bologna e inserito nel circuito degli eventi di ArteFiera Off. Al suo interno sarà ospitata la mostra ARTEFARE, che rappresenterà il binomio industria-arte e impresa-cultura in una galleria fotografica molto particolare.

ARTEFARE, presentata dagli artisti di Museo Teo, è un omaggio creativo alla creatività industriale: sette grandi immagini fotografiche stampate su tela illustrano i sette gruppi merceologici manifatturieri di Unindustria.

La mostra è curata da Giovanni Bai per Museo Teo e da Francesco Flamini per Staff Italia, che stamperà con tecnica digitale su tela le immagini create da sette professionisti della comunicazione fotografica e artistica: Giovanni Bai, Beatrice Cassinelli, Carolina Gozzini, Stefania Sansoni, Maurizio Telloli, Mario Tedeschi e Marco Vigano.

Il concept della mostra e la comunicazione dell’evento sono a cura di Piero Brighetti (Mediamorphosis).

Ricapitolando:
ARTEFARE. L’impresa a regola d’arte
A cura di: Francesco Flamini e Giovanni Bai
Concept e comunicazione: Piero Brighetti
Opere di: Giovanni Bai, Beatrice Cassinelli, Carolina Gozzini, Stefania Sansoni, Mario Tedeschi, Maurizio Telloli e Marco Viganò
Palazzo Gnudi, Via Riva di Reno 77 - Bologna
Sabato 24 gennaio 2009, dalle ore 20.00

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ENZO MARI - “L’ARTE DEL DESIGN”

La GAM di Torino (fino al 01/02), in occasione dell’investitura di Torino quale World Design Capital per il 2008, dedica un’ampia antologica all’opera di Enzo Mari, figura di spicco nel panorama del design italiano. Attivo fin dagli anni Cinquanta con un’intensa attività artistica, quando si distingueva quale esponente di punta dell’arte programmata e cinetica. Parallelamente all’attività artistica inizia l’attività di designer, prima perseguendo esclusivamente la ricerca formale individuale, quindi in collaborazione con numerose industrie, nei campi della grafica, del prodotto e dell’allestimento di mostre.

La mostra, realizzata come “progetto globale” interamente dallo studio di Enzo Mari stesso, si sviluppa attraverso una scansione cronologica che volutamente non distingue in sezioni separate la produzione artistica dalla creazione di oggetti di design per le aziende. Attraverso una selezione di 250 opere, il percorso espositivo tiene comunque conto delle due fondamentali esigenze che nell’arco di un cinquantennio hanno guidato le scelte creative del Maestro: le opere realizzate “su richiesta implicita”, ossia per seguire un richiamo personale e interiore a cui Mari risponde attraverso opere entrate a far parte della storia dell’Arte Contemporanea, distinte dai lavori realizzati “su richiesta esplicita”, ovvero su richiesta delle aziende, imprese di produzione o enti che hanno affidato a Mari la progettazione di oggetti che hanno introdotto un approccio rivoluzionario al design. La scelta delle opere da esibire in mostra è stata affidata dallo stesso Mari a un gruppo di amici che sempre hanno seguito il suo lavoro, chiamati a segnalare gli oggetti e i lavori che secondo il loro punto di vista hanno toccato il cuore e l’immaginario comune.

Caratteristica dell’opera di Mari è la continua ricerca e sperimentazione di nuove forme e significati del prodotto, talvolta anche in contrapposizione con gli schemi tradizionali del disegno industriale. Definito “coscienza critica” del design, Mari rifugge da ogni definizione e incasellamento del proprio lavoro. Autore di pezzi che hanno contribuito in modo significativo a fare la storia del design, non solo italiano, egli si è reso protagonista del dibattito sulla professione mediante testi di vario respiro (Funzione della ricerca estetica, 1970; Progetto e passione, 2001), opere dissacranti (Allegorie), interventi in prima persona.

Le sue opere fanno parte di importanti collezioni in musei come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il MOMA, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, Moderna Museet di Stoccolma, Musée du Louvre di Parigi, Kunstmuseum di Düsseldorf.

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