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Archive for Cinema

I SEGRETI DI AVATAR AL FUTURE FILM FESTIVAL DI BOLOGNA

Dal 26 al 31 gennaio atterra a Bologna il Future Film Festival, giunto ormai alla XII edizione. Il festival internazionale di cinema d’animazione e nuove tecnologie applicate all’immagine si svolgerà presso il Teatro Duse e il Palazzo Re Enzo.

Momento clou dell’evento: il Keynote Speech di Joe Letteri, Visual Effects Supervisor di Avatar, che mostrerà in anteprima mondiale il making of del kolossal di James Cameron.

Tanti altri appuntamenti per gli appassionati delle nuove tecnologie, come ad esempio il 3dDAY (30 gennaio), la giornata dedicata al 3D nel mondo del cinema, della TV e dei videogames. Sono poi previsti focus sulla Stop-Motion e sulla Motion Graphics, per approfondire e fare il punto sugli utilizzi contemporanei di queste due tecniche.

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SLOW FOOD ON FILM: 6-10 MAGGIO A BOLOGNA

Bologna è ancora la dotta e la grassa? Di certo con l’iniziativa di Slow Food on Film, il Festival internazionale di cinema e cibo, si cercherà di far penetrare ancora di più la cultura alimentare nella cultura tout court. 

Slow Food on Film, promosso dal movimento Slow Food e dalla Cineteca del Comune di Bologna, vuole promuovere “una nuova consapevolezza critica nella cultura alimentare, mostrando film, cortometraggi, documentari e serie tv che sviluppino un discorso originale sul cibo, sui problemi dell’agroalimentare e sulla memoria gastronomica come patrimonio da salvare”.

L’appuntamento con il buon cibo e il buon cinema è quindi a Bologna dal 6 al 10 maggio. La manifestazione toccherà diversi luoghi del centro storico come i cinema Lumière e Arlecchino, la pinacoteca nazionale e il museo Mambo, Eataly presso le librerie Coop e altri ancora.

Il Festival sarà anche l’occasione per presentare Terra Madreil nuovo film documentario del regista Ermanno Olmi (Palma d’Oro a Cannes nel 1978 con L’albero degli zoccoli) di cui potete vedere sotto il trailer.


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MARIANNE FAITHFULL: RITRATTO DI SIGNORA

Si è appena concluso il Marianne Faithfull Festival di Bologna. Tre giorni di incontri, readings, dibattiti e proiezioni, la cui degna conclusione è stato il magico concerto di sabato 18 aprile, all’Arena del Sole.
Un tributo ed una celebrazione dovuti ad un’artista davvero unica per fascino e multiformità di azione: da mamma diciottenne a giovane musa degli sporchi Rolling Stones e compagna di Mick Jagger, Marianne iniziò a lasciare tracce già da allora: il successo arrivò con la dolce As Tears Go By, della premiata ditta Jagger-Richards, e fu la stessa Faithfull a contribuire alla scrittura di un pezzo sinistramente premonitore come Sister Morphine.

Figlia di un diplomatico inglese e di una nobildonna dell’Est Europeo, Marianne approda in Inghilterra a 15 anni, dopo aver vissuto a lungo in Austria. La Swinging London era affamata di icone, e lei sembrava fatta apposta: un fascinoso mix di innocenza e tristezza, di voglia di vivere e intrigo - impossibile non innamorarsi di lei.

Ma vennero gli anni bui. La fine della relazione con Jagger, la tendenza - come lei stessa ha ripetuto in conferenza stampa a Bologna - a rappresentare nell’everyday life pienamente, alla lettera, le torbide fantasie allucinatorie di alcuni tra i suoi autori preferiti (”non mi sono limitata a leggere Naked Lunch di Burroughs - ho voluto provare a viverlo”), l’eroina, la dipendenza, le notti ed i giorni vissuti in strada, a Soho, senza fissa dimora.

È così Marianne - apparentemente debole ed indifesa, ma in realtà caparbia, pronta a risorgere e a farsi largo - come direbbe lei “sliding through life on charm”. Tra i dischi degli anni ‘80, Broken English la riporta alla vita - Why D’Ya Do It? e la title-track sono splendidi esempi di una dark lady del rock alternativo che non ha paura di sperimentare con reggae, dub e new wave.
Marianne torna con noi. E si accorge che tutti la stavano aspettando.

Scivola sinuosa e divertita attraverso gli anni ‘90, continuando a recitare e a interpretare Brecht e Weill - e diventando un vero e proprio punto di riferimento per i nuovi alfieri della britishness (perché, avete in mente qualcosa di più british di Marianne?): i maggiori autori del brit-pop - da Damon Albarn a Jarvis Cocker, suo vicino di casa a Parigi - e, più in generale, i cuori curiosi e malati come il suo sembrano stringersi intorno a lei - è dell’inizio del nuovo millennio la collaborazione con PJ Harvey e Nick Cave, che contribuiscono al bellissimo e tristissimo Before The Poison.
Ed è di pochi anni il grande successo cinematografico che da anni attendeva - davvero struggente ed autoironica nell’amaro e divertente Irina Palm

È di novembre 2008, invece, l’uscita dello splendido Easy Come, Easy Go: un universo musicale interpretato con la consueta grazia ed autorevolezza - e sabato dal vivo Marianne ha mostrato entrambi: rara la forza e la personalità con cui sembrava dirigere l’intera band che l’accompagnava - ricco di versioni sia di classici di Merle Haggard, Randy Newman e Bille Holiday, ma anche di artisti più… contemporanei, quali Espers, Decemberists, Black Rebel Motorcycle Club e Morrissey.
Il cd ospita tra l’altro vecchi e nuovi amici, per una serie di collaborazioni davvero di prestigio - Nick Cave, Teddy Thompson, Rufus Wainwright, Anthony Hegarty e… ca va sans dire, Keith Richards.
Bentornata, Marianne.

 

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FFF2009: IL FUTURE FILM FESTIVAL SI MATERIALIZZA A BOLOGNA

Torna a Bologna, per il decimo anno consecutivo, il Future Film Festival dal 27 Gennaio al 1 Febbraio.

Saranno 6 giorni intensissimi, gli eventi da non perdere sono davvero tanti, diversi incontri con Pixar, Bruno Bozzetto, Jeffrey Katzenberg (fondatore di Dreamworks) e una miriade di anteprime internazionali con artisti provenienti da Giappone, Stati Uniti, Francia, Spagna e Argentina. Probabilmente solo i più fortunati provvisti del dono dell’ubiquità potranno saziarsi completamente. A me non resta che linkarvi il PROGRAMMA COMPLETO, e dove COMPRARE I BIGLIETTI.

Qui sotto la sigla di FFF2009 realizzata da DEM (al FFF2009 per la prima volta in Italia)


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“LASCIAMI ENTRARE” (Let The Right One In, 2007)

“Lasciami entrare” - trailer italiano

Non pensate ad un horror classico. E neppure ad un film di vampiri sui generis, sulla falsariga di “The Addiction” di Abel Ferrara. “Laciami entrare” (regia di Tomas Alfredson, i due bravissimi protagonisti sono Kare Hedebrandt e Lina Leandersson) è qualcosa di completamente diverso. Tratto dal romanzo di John Ajvide Lindqvist - in qualche maniera autobiografico - il film vincitore dell’ultimo Tribeca Film Festival (e che ha partecipato anche al Torino Film Festival) somiglia davvero esclusivamente a se stesso. Il vampirismo come rappresentazione dell’affannosa ricerca di comunicazione, nel tentativo spesso vano di instaurare legami che siano degni di questo nome; e poi la lacerante storia - d’amicizia, di affetto e fascinazione - ma anche di crescita -  più che d’amore - che viene a crearsi tra Eli e Oskar… sullo sfondo, un paesaggio bellissimo e straziante, quasi metafisicamente ricoperto da un manto bianco che sembra poter essere eterno, come quello della periferia e della campagna svedese nei primi anni ‘80 - e i maldestri eppure verissimi rapporti tra le figure che lo abitano - i misfits delle nuove case popolari, la madre ed il padre di Oskar, i bulletti della scuola, la figura inquietante eppure gigantesca del padre/servo fedele (e amante?) di Eli… Il tutto in una trasfigurazione del genere architettata con rara maestria, che tocca, commuove e turba in profondità… con “L’ospite inatteso”, la più bella rivelazione cinematografica di questo freddo inizio di 2009. DA VEDERE, ASSOLUTAMENTE - SUBITO.

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